Quando serve la CILA (e quando non serve): guida 2026 per chi ristruttura

ConsigliAggiornato il 17 minuti di lettura

Quando serve la CILA e quando basta l'edilizia libera, lavoro per lavoro: costi, tempi, sanzioni, detrazioni e cosa cambia tra Veneto e Friuli.

Quando serve la CILA: appartamento in ristrutturazione con parete non portante demolita

Capire quando serve la CILA è una delle prime cose da chiarire prima di aprire un cantiere, e anche una di quelle su cui girano più informazioni contraddittorie. C’è chi sposta una parete convinto di non dover comunicare niente e si ritrova con una sanzione, e chi invece paga un tecnico per una pratica che non gli serviva.

La regola di fondo è più semplice di quanto sembri, e sta in una domanda sola: quel lavoro è una manutenzione ordinaria o straordinaria? Da lì discende tutto. Vediamo come funziona, lavoro per lavoro, con i costi veri e le sanzioni per chi la salta.

Norme verificate al 16 settembre 2026 sul Testo Unico dell’Edilizia (DPR 380/2001) e, per il Friuli-Venezia Giulia, sul Codice regionale dell’edilizia (legge regionale 19/2009).

Cos’è la CILA, detto semplice

CILA sta per Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. La parola chiave è comunicazione: non stai chiedendo un permesso, stai informando il Comune che inizi certi lavori. Non devi aspettare un sì: si presenta e si può partire anche lo stesso giorno. Fanno eccezione gli immobili vincolati, dove prima servono le autorizzazioni previste, per esempio quella paesaggistica.

La firmano due soggetti: tu come proprietario, o comunque come chi ha titolo sull’immobile, e un tecnico abilitato, cioè un geometra, un architetto o un ingegnere iscritto all’albo. Il tecnico “assevera”, cioè dichiara sotto la propria responsabilità che i lavori rispettano il piano urbanistico, il regolamento edilizio e le norme sismiche ed energetiche e, soprattutto, che non toccano le parti strutturali dell’edificio. Se dichiara il falso, per esempio che una parete non è portante quando invece lo è, ne risponde lui in prima persona, anche penalmente.

Si presenta allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune, ormai quasi sempre per via telematica con SPID o CIE. A lavori finiti si comunica la fine lavori e, se la distribuzione interna è cambiata, si allega l’aggiornamento della planimetria catastale, che il Comune inoltra all’Agenzia delle Entrate.

La scala dei titoli edilizi

Per capire dove si colloca la CILA, aiuta vedere tutti i livelli insieme. Il sistema ne prevede cinque, dal più leggero al più impegnativo. La CILA è il titolo “residuale”: copre tutto quello che non è edilizia libera ma non arriva a richiedere la SCIA o il permesso.

Dal più leggero al più impegnativo
1
Edilizia libera
Manutenzione ordinaria: tinteggiature, pavimenti, rinnovo degli impianti esistenti, pergotende.
Tecnico: No, salvo casiAttesa prima di iniziare: Nessuna
2
CILA
Manutenzione straordinaria che non tocca strutture né facciate.
Tecnico: SìAttesa prima di iniziare: Nessuna
3
SCIA
Interventi su parti strutturali o sulle facciate, ristrutturazione leggera.
Tecnico: SìAttesa prima di iniziare: Nessuna, è una segnalazione
4
SCIA alternativa al permesso
Ristrutturazioni pesanti, nei casi previsti dalla legge.
Tecnico: Sì, con progettoAttesa prima di iniziare: Almeno 30 giorni
5
Permesso di costruire
Nuove costruzioni e ristrutturazioni pesanti, per esempio con aumento di volume.
Tecnico: Sì, con progettoAttesa prima di iniziare: Il rilascio del Comune

La distinzione che regge tutto è quella tra manutenzione ordinaria (riparare, rinnovare e sostituire le finiture, tenere in efficienza gli impianti esistenti) e manutenzione straordinaria (rinnovare parti dell’edificio, realizzare o integrare servizi igienici e impianti, spostare pareti interne, dividere o unire appartamenti). La prima è edilizia libera. La seconda è CILA, e diventa SCIA quando tocca le strutture o le facciate.

Quando serve la CILA, lavoro per lavoro

Questa è la parte che serve davvero. Attenzione però: la risposta cambia quasi sempre per un dettaglio, e il dettaglio è indicato sotto ogni voce. Le regole sono quelle nazionali, che valgono in Veneto. In Friuli alcune cambiano, e le vediamo più avanti.

Cosa serve per ogni lavororegole nazionali · Veneto
Edilizia liberaCILASCIA
Tinteggiare, rifare pavimenti e rivestimenti interniEdilizia libera
Su un immobile tutelato come bene culturale serve l’autorizzazione della Soprintendenza.
Rifare il bagno lasciando sanitari e scarichi dove sonoEdilizia libera
Vale anche se rifai gli impianti. Se sposti pareti o porte, serve la CILA.
Rifare il bagno spostando sanitari e scarichiDi norma CILA
La legge non lo dice in modo esplicito: di solito si presenta per prudenza, lo decide il tecnico.
Rifare la cucina nello stesso puntoEdilizia libera
Mobili nuovi e rinnovo degli impianti, senza spostare pareti.
Spostare la cucina in un’altra stanzaSpesso CILA
Dipende da pareti e nuovi scarichi: lo valuta il tecnico.
Rifare l’impianto elettrico o idraulicoEdilizia libera
Un impianto nuovo dove prima non c’era, o pareti spostate, portano alla CILA.
Sostituire la caldaiaEdilizia libera
Resta da rispettare il regolamento edilizio del Comune.
Installare una pompa di caloreEdilizia libera
Senza limiti di potenza. Su immobili o aree vincolate servono le autorizzazioni.
Installare un climatizzatoreEdilizia libera
In zona vincolata, se l’unità esterna si vede dalla strada, serve l’autorizzazione paesaggistica.
Spostare o demolire una parete non portanteCILA
Se la parete è portante, diventa SCIA.
Aprire un varco in muri portanti, solai, traviSCIA
Più gli adempimenti sismici.
Pareti in cartongesso che cambiano la distribuzioneCILA
Un controsoffitto non strutturale resta edilizia libera.
Sostituire gli infissi con altri ugualiEdilizia libera
Sui beni culturali tutelati serve comunque la Soprintendenza.
Sostituire gli infissi con materiale o colore diversiEdilizia libera
Per la legge nazionale sì, ma condominio, Comune e vincoli possono chiedere di più. Se cambi le dimensioni delle finestre, serve la SCIA.
Cappotto termicoCILA o SCIA
Dipende dall’intervento e da come lo inquadra il Comune. Con un vincolo serve l’autorizzazione se cambia l’aspetto della facciata.
Rifare il manto del tettoEdilizia libera
Solo con gli stessi materiali. Con materiali diversi, CILA.
Rifare la struttura del tettoSCIA
Permesso di costruire se cambia il volume, più gli adempimenti sismici.
Unire due appartamenti o dividerne unoCILA
Con volume e destinazione d’uso invariati. Se si apre un muro portante, SCIA.
Fotovoltaico sul tettoEdilizia libera
I pannelli integrati nella falda anche in centro storico. Su immobili o aree vincolate servono le autorizzazioni.
Pergotende e VEPAEdilizia libera
Mai un locale chiuso. Le VEPA solo su balconi, logge e porticati privati.

Se stai ragionando su un bagno, che è il caso più frequente in assoluto, la differenza tra “lascio tutto dov’è” e “sposto pareti o porte” è esattamente quella tra non presentare niente e presentare una CILA. Ne parliamo più in dettaglio nella guida al rifacimento del bagno. Stesso discorso per il cartongesso: se ridisegna le stanze serve la CILA, se è un controsoffitto no, e lo spieghiamo nella guida dedicata.

CILA o SCIA: dove passa il confine

È la domanda che genera più confusione, e la risposta è netta: la CILA vale per la manutenzione straordinaria che non tocca le parti strutturali né le facciate; la SCIA scatta quando si toccano le strutture, cioè muri portanti, solai, travi, oppure quando si modificano i prospetti, per esempio allargando una finestra.

Tre domande per orientarsi
1. Il lavoro tocca strutture (muri portanti, solai, travi) o cambia le facciate?
Sì → SCIANo → passa alla domanda dopo
2. Sposti pareti o porte, crei un bagno nuovo, unisci o dividi appartamenti?
Sì → CILANo → passa alla domanda dopo
3. Ripari, rinnovi o sostituisci finiture e impianti che ci sono già?
Sì → Edilizia liberaNon sai rispondere → chiedi al tecnico prima di iniziare
Serve a capire di cosa si parla, non a decidere da soli: se una parete è portante lo stabilisce il tecnico dopo aver visto la casa.

Il caso di confine classico è l’apertura di un varco in una parete che sembra un tramezzo ma è portante. Un altro è il rifacimento del bagno che sposta gli scarichi (CILA) e che però, se per far passare le tubazioni si interviene su un solaio portante, diventa SCIA. Non sono sottigliezze: è il motivo per cui la valutazione la fa un tecnico dopo aver visto la casa, e non si decide a tavolino guardando un elenco.

Quanto costa la CILA

Qui bisogna distinguere due cose che vengono sempre confuse: quello che paghi al Comune e quello che paghi al tecnico.

Cosa si paga, e a chi
Diritti di segreteria del Comune
Da qualche decina di euro a circa 100 € (a Portogruaro 92 €)Sì, li fissa il Comune
Parcella del tecnico, CILA semplice
Orientativamente 300-700 €No, stima di mercato
Parcella del tecnico, CILA con rilievo e aggiornamento catastale
Orientativamente 600-1.200 € o piùNo, stima di mercato
Tributi per l’aggiornamento catastale
70 € per unità immobiliare, più la parcella del tecnicoSì, solo i tributi

Una precisazione onesta sulle parcelle: non esiste nessuna tariffa ufficiale. Le tariffe professionali obbligatorie sono state abolite nel 2012, quindi quelli indicati sono ordini di grandezza di mercato, non prezzi di listino. Variano secondo la complessità, la necessità di rilievi accurati e l’eventuale aggiornamento catastale. L’unico numero vero è quello del preventivo del tecnico, che è tenuto a dartelo per iscritto quando gli affidi l’incarico.

Quanto ci vuole, e in che ordine

La sequenza reale è questa: il tecnico fa un sopralluogo e verifica che lo stato dei luoghi corrisponda al catasto, esegue il rilievo se serve, prepara la relazione asseverata e gli elaborati grafici, presenta la pratica al Comune per via telematica. Da quel momento i lavori possono iniziare.

Dal sopralluogo al catasto
1
Sopralluogo
Il tecnico confronta la casa con la planimetria catastale
2
Rilievo ed elaborati
Relazione asseverata e disegni
3
Presentazione
Online, allo Sportello Unico del Comune
4
Inizio lavori
Anche lo stesso giorno, salvo vincoli
5
Fine lavori
Comunicazione al Comune ed eventuale aggiornamento catastale

Sui tempi: per una CILA semplice, dalla decisione alla presentazione si va da pochi giorni a un paio di settimane, a seconda della disponibilità del tecnico e di quanto è complesso il rilievo.

Tre cose allungano i tempi, e da queste parti capitano spesso. Il vincolo paesaggistico, presente nelle fasce costiere e fluviali: per i lavori che cambiano l’aspetto esterno serve l’autorizzazione prima di iniziare. Il centro storico, e i centri di Portogruaro e Concordia Sagittaria sono vincolati, dove anche interventi altrove liberi possono richiedere autorizzazioni specifiche. E il condominio, quando i lavori toccano parti comuni e serve passare dall’assemblea.

C’è poi un adempimento che riguarda il cantiere e non la pratica: la notifica preliminare. Serve quando in cantiere lavorano più imprese, anche in momenti diversi, oppure una sola impresa per almeno 200 uomini-giorno. Va inviata prima di iniziare all’ASL e all’Ispettorato del lavoro, e l’obbligo è del committente, cioè tuo, o del responsabile dei lavori se ne hai nominato uno. Conviene saperlo: se manca quando è dovuta, il titolo edilizio perde efficacia.

Cosa si rischia se non la si presenta

La norma è secca. La mancata comunicazione comporta una sanzione di 1.000 euro. Se però la CILA viene presentata spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso, la sanzione scende a 333 euro, cioè ridotta di due terzi.

QUANTO COSTA ARRIVARE TARDI

Prima di iniziare
CILA presentata regolarmente
0 €

Lavori in corso
CILA tardiva, presentata spontaneamente
333 €

Lavori già finiti
CILA presentata a lavori ultimati, se il lavoro era davvero da CILA
1.000 €
In Friuli-Venezia Giulia la sanzione è di 258 €, ridotta a 86 € se ti metti in regola a lavori in corso. Se il lavoro richiedeva una SCIA o un permesso, la CILA tardiva non basta: serve l’accertamento di conformità.

La differenza tra le cifre dice una cosa utile: se ti accorgi di essere partito senza, conviene rimediare subito invece di sperare che non se ne accorga nessuno. E se i lavori sono già finiti, la CILA si può presentare lo stesso, pagando i 1.000 euro pieni. Non serve una sanatoria vera e propria, a patto che il lavoro fosse davvero da CILA e rispetti le regole urbanistiche ed edilizie. Se invece richiedeva una SCIA o un permesso, o non è conforme, si passa dall’accertamento di conformità, che è più complesso: ne parliamo nella guida alle sanatorie.

Lasciare le cose come stanno, del resto, non conviene. Un lavoro interno fatto senza CILA non rende nullo il rogito, ma se ha cambiato la planimetria il catasto va aggiornato prima di vendere: nell’atto si dichiara che la planimetria corrisponde allo stato reale, e quella dichiarazione è richiesta a pena di nullità. Il perito della banca dell’acquirente può accorgersi della difformità e chiedere di sistemarla prima di concedere il mutuo. L’Agenzia delle Entrate può non riconoscere le detrazioni sui lavori fatti senza la CILA dovuta, o diversi da quelli comunicati, e recuperare quanto già detratto. E l’irregolarità resta sull’immobile: a sistemarla deve pensare chi ne è proprietario, anche se non l’ha commessa lui.

CILA e detrazioni: un legame che quasi nessuno spiega

Qui c’è un punto poco noto e che vale soldi veri. Sulla singola abitazione la manutenzione ordinaria non è detraibile. Il Bonus Ristrutturazione, sulla singola casa, parte dalla manutenzione straordinaria in su. La manutenzione ordinaria si detrae solo se eseguita sulle parti comuni condominiali.

Tradotto: capire se un lavoro è ordinario o straordinario non serve solo a sapere se presentare la CILA, ma decide anche se quella spesa la puoi portare in detrazione o no. Sono due facce della stessa medaglia.

Per le spese del 2026 la detrazione è del 50% se la casa è la tua abitazione principale e ne sei proprietario o titolare di un diritto reale, come l’usufrutto; negli altri casi è del 36%. Il tetto è di 96.000 euro per unità immobiliare, recuperati in dieci rate annuali. Per le spese del 2027 si scende al 36% e al 30%; dal 2028, salvo proroghe, al 30% su un tetto di 48.000 euro. Il quadro completo dei bonus lo trovi nella guida agli incentivi 2026.

Un’ultima cosa sui pagamenti: per accedere alla detrazione le spese vanno saldate con il bonifico parlante, con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA o codice fiscale di chi riceve il pagamento. È un punto in cui si perdono detrazioni per errori banali, e abbiamo scritto una guida a parte su come compilarlo senza sbagliare. Vanno conservati fatture, ricevute dei bonifici, la CILA con i suoi allegati e, per gli interventi che fanno risparmiare energia, la comunicazione all’ENEA, da inviare entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Veneto o Friuli: cosa cambia sui due lati del Tagliamento

C’è un dettaglio che gli articoli nazionali non riportano quasi mai, e che qui conta perché il confine ci passa in mezzo. Portogruaro, Concordia Sagittaria e San Michele al Tagliamento sono in Veneto. Latisana, Lignano e Pordenone sono in Friuli-Venezia Giulia. E le due regioni non seguono le stesse regole.

In Veneto vale il Testo Unico nazionale, cioè tutto quello che hai letto fin qui. La legge non dà una scadenza alla CILA, ma alcuni Comuni ne fissano una nel regolamento edilizio: a San Donà di Piave, per esempio, se la fine lavori non viene comunicata si considera avvenuta dopo tre anni. Conviene controllare il regolamento del proprio Comune.

Il Friuli-Venezia Giulia, regione a statuto speciale, ha un suo Codice regionale dell’edilizia. Lì la CILA si chiama attività edilizia libera asseverata, anche se nei Comuni quasi tutti continuano a chiamarla CILA, e funziona in modo diverso su alcuni punti che contano.

Veneto
COME SI CHIAMA
CILA
QUANTO DURA
Nessuna scadenza per legge (verifica il regolamento del Comune)
FINE LAVORI
Si comunica, con l’eventuale aggiornamento catastale
SANZIONE SE MANCA
1.000 € (333 € a lavori in corso)
SPOSTARE UNA PARETE NON PORTANTE
CILA
Friuli-Venezia Giulia
COME SI CHIAMA
Attività edilizia libera asseverata
QUANTO DURA
3 anni dalla data di inizio lavori, prorogabili
FINE LAVORI
Sempre obbligatoria, con la dichiarazione del tecnico
SANZIONE SE MANCA
258 € (86 € a lavori in corso)
SPOSTARE UNA PARETE NON PORTANTE
Edilizia libera, se non aumentano le unità immobiliari
In Friuli restano da comunicare con la pratica asseverata, tra gli altri, la manutenzione straordinaria, la divisione o l’unione di appartamenti e il cambio di destinazione d’uso.

Anche il cambio di destinazione d’uso segue una soglia specifica: in Friuli conta come tale solo quando si modifica l’uso per più del 25% della superficie utile dell’unità immobiliare. Chi ha una casa da un lato e una dall’altro, o sta valutando un acquisto vicino al confine, farà bene a non dare per scontato che le regole siano le stesse.

Chi firma cosa, e perché è importante

Questo è il punto su cui vale la pena essere chiari, perché riguarda la tua tutela.

Il committente, cioè tu, incarica il tecnico e firma la CILA come proprietario. Il tecnico abilitato redige e assevera la pratica: è l’unico soggetto che può farlo, ed è un atto professionale riservato. L’impresa esegue i lavori.

Committente
Tu. Incarichi il tecnico, firmi la CILA come proprietario e hai l’obbligo della notifica preliminare quando è dovuta.
Tecnico abilitato
Geometra, architetto o ingegnere. Redige e assevera la pratica e ne risponde in prima persona.
Impresa
Esegue i lavori. Non può firmare la CILA al posto del tecnico.

Quello che l’impresa non può fare è firmare la CILA al posto del tecnico. Quindi, se un’impresa liquida la questione con un “non serve niente, ci pensiamo noi” senza coinvolgere nessun tecnico, non ti sta semplificando la vita: ti sta esponendo al rischio di un abuso edilizio, con la sanzione, il problema in caso di vendita e la possibile perdita delle detrazioni. E le conseguenze restano tue, non sue.

Noi la vediamo così. Le pratiche non sono il nostro mestiere e non le firmiamo, perché non possiamo e non sarebbe corretto. Ma non apriamo un cantiere senza che il titolo, quando serve, ci sia. Quando c’è da capire se un lavoro richiede la CILA o rientra nell’edilizia libera, ci confrontiamo col tecnico prima di iniziare, non dopo. È lo stesso modo in cui impostiamo tutto il resto del lavoro, e lo raccontiamo nella guida alla ristrutturazione chiavi in mano.

Domande frequenti

Per rifare il bagno serve la CILA?

Dipende da cosa fai. Se sostituisci sanitari, rivestimenti e impianti lasciando tutto nella stessa posizione, è edilizia libera. Se sposti pareti o porte serve la CILA. Se sposti solo sanitari e scarichi la legge non è esplicita, e di solito si presenta la CILA per prudenza: lo decide il tecnico.

Posso presentarla da solo, senza tecnico?

No. La «A» della sigla sta per asseverata, e l’asseverazione può farla solo un tecnico abilitato iscritto all’albo.

Posso iniziare i lavori il giorno dopo?

Puoi iniziare anche lo stesso giorno della presentazione: la CILA non prevede attese, perché è una comunicazione e non una richiesta di autorizzazione. Se l’immobile è vincolato, però, prima servono le autorizzazioni previste.

La CILA scade?

In Veneto la legge non fissa una scadenza, perché vale il Testo Unico nazionale, ma alcuni Comuni la prevedono nel regolamento edilizio: conviene controllare il proprio. In Friuli-Venezia Giulia sì: la pratica vale tre anni dalla data di inizio lavori indicata, con una proroga fino ad altri tre anni se la chiedi prima della scadenza.

Il Comune viene a controllare?

Può farlo, anche a campione e con sopralluoghi, secondo le regole fissate dalla Regione. Non c’è però un controllo obbligatorio entro una scadenza, come avviene per la SCIA: per questo conta tanto il lavoro del tecnico, che assevera sotto la propria responsabilità.

Se alzo una parete in cartongesso serve?

In Veneto sì, se la parete cambia la distribuzione delle stanze: è CILA. Un controsoffitto non strutturale è edilizia libera. In Friuli anche creare o spostare pareti divisorie non portanti è edilizia libera, purché non aumenti il numero delle unità immobiliari.

Ho finito i lavori senza CILA: posso ancora presentarla?

Sì, pagando una sanzione di 1.000 euro, senza la riduzione prevista per chi rimedia a lavori in corso. Vale se il lavoro era davvero da CILA e rispetta le regole urbanistiche ed edilizie. Se richiedeva una SCIA o un permesso, serve l’accertamento di conformità.

Cos’è la CILAS, e serve ancora?

Era la versione della CILA usata per il Superbonus. Per le spese del 2026 il Superbonus non c’è più, salvo i casi di ricostruzione nei comuni colpiti dai terremoti del Centro Italia: per i lavori nuovi in Veneto e in Friuli non serve.

E se il tecnico sbaglia la pratica?

Risponde lui, professionalmente e civilmente. Se attesta il falso rischia anche un procedimento penale: è il senso stesso dell’asseverazione, qualcuno mette la propria responsabilità professionale su quelle dichiarazioni.

In due parole

La CILA serve per la manutenzione straordinaria che non tocca strutture né facciate: spostare un tramezzo non portante, creare un bagno nuovo, dividere o unire due appartamenti. Non serve per la manutenzione ordinaria, come rifare un bagno lasciando tutto al suo posto, che è edilizia libera. La firma un tecnico abilitato, si presenta al Comune e i lavori possono partire subito. Chi la salta rischia mille euro, che scendono a trecentotrentatré se rimedia mentre i lavori sono ancora in corso. In Friuli la pratica ha un altro nome, dura tre anni e la sanzione è di 258 euro.

E siccome la stessa distinzione tra ordinaria e straordinaria decide anche se una spesa è detraibile, quella domanda iniziale, che tipo di lavoro sto facendo, vale molto più di una formalità burocratica.

Non siamo tecnici e non firmiamo pratiche: quella è competenza di un geometra, di un architetto o di un ingegnere. Quello che possiamo fare è dirti, guardando il lavoro che hai in mente, se siamo nel campo dell’edilizia libera o se conviene coinvolgere un tecnico prima di iniziare.

Hai un intervento in programma tra Portogruaro e i comuni vicini?
Se non sai bene da che parte cominciare, scrivici: un sopralluogo chiarisce in mezz’ora cose che al telefono restano vaghe.

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Leggi anche: Rifacimento del tetto nel 2026

Guida completa: Ristrutturare casa a Portogruaro nel 2026: prezzi, permessi e tempi

A cura di Mae Home

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