Contributi prima casa FVG 2026: quanto dà la Regione e come non perderli
Capita spesso, parlando con chi sta per comprare o ristrutturare da queste parti: «Ma è vero che in Friuli la Regione ti dà dei soldi per la casa?». Sì, è vero: i contributi prima casa del FVG sono tra i più generosi d’Italia. Ma ci sono due cose che nessuno dice abbastanza forte, e sono quelle che fanno la differenza tra prendere i soldi e restare a mani vuote.
La prima è che il momento in cui presenti la domanda conta più di quanto pensi. La seconda è che in questo momento diversi bandi sono chiusi, e sapere quali sono aperti oggi è più utile di qualsiasi elenco di importi.
Partiamo da queste due, poi vediamo i numeri.
L’errore che fa perdere i contributi: sbagliare il momento della domanda
Ecco il punto che salva o brucia migliaia di euro: quasi tutte le misure regionali del Friuli-Venezia Giulia vogliono la domanda prima di iniziare i lavori. Chi parte col cantiere convinto di “fare la domanda dopo” perde il diritto al contributo. Non c’è margine di recupero: è una porta che si chiude.
Con un’eccezione che confonde parecchio, e che va conosciuta: per alcune misure la logica è rovesciata, e la domanda si presenta soltanto dopo aver eseguito e pagato i lavori. Presentarla prima, in quei casi, porta alla revoca.
Quindi la regola d’oro non è “prima” o “dopo” in assoluto. È verificare sul singolo bando quale delle due logiche vale, prima di muovere un euro. Sbagliare, in un caso ti fa perdere il contributo, nell’altro non te lo fa nemmeno ottenere.
E qui arriva il paradosso del momento: fra le misure dedicate a chi ristruttura, l’unica aperta oggi è proprio una di quelle “a lavori finiti”. Vediamo la fotografia.
Cosa è aperto e cosa è chiuso, oggi
Questa è la parte che invecchia più in fretta e che quasi nessuno aggiorna. I dati qui sotto sono verificati sulle pagine ufficiali della Regione ad agosto 2026.
Tradotto: se stai comprando casa in Friuli, oggi hai diverse porte aperte. Se stai ristrutturando e speravi nel contributo grosso al 50%, quella finestra al momento è chiusa e bisogna aspettare che riapra, ma c’è comunque il bando sull’efficientamento, che funziona con la logica opposta.
Perché questo interessa anche chi vive in Veneto
Una precisazione doverosa, perché noi siamo a Portogruaro e Portogruaro è in Veneto. E qui arriva la notizia meno piacevole: il Veneto, per chi compra o ristruttura la prima casa, non ha nel 2026 contributi paragonabili a quelli friulani. Nelle sue FAQ ufficiali la Regione del Veneto scrive che «attualmente non sono previsti contributi regionali per l’acquisto e/o la ristrutturazione della prima casa per le giovani coppie», e rimanda agli strumenti nazionali: il Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa e le agevolazioni prima casa under 36. Una misura regionale dedicata agli emigrati veneti che rientrano esiste, ma è un caso a sé e non riguarda la generalità di chi compra.
Ma c’è un fatto geografico che cambia le cose. Il confine passa poco più in là, lungo il Tagliamento.
Concordia Sagittaria
San Michele al Tagliamento
San Donà di Piave
Caorle
Ronchis
Precenicco
Lignano Sabbiadoro
Sesto al Reghena
Chi cerca casa da queste parti, e magari ne ha in mente una da sistemare, molto spesso guarda anche oltre la linea. Per il cliente che compra casa e la ristruttura, il confine non è un ostacolo, è un’informazione: la stessa operazione, fatta qualche chilometro più in là, può aprire l’accesso a decine di migliaia di euro a fondo perduto che sul lato veneto non esistono. Vale la pena saperlo prima di decidere dove cercare.
Quanto dà la Regione, misura per misura
Partiamo da una premessa che sfata un mito.
Il contributo per ristrutturare (art. 2 L.R. 8/2025), oggi chiuso
È quello che riguarda più da vicino chi rifà casa, ed è il più ricco: copre il 50% delle spese di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento e ristrutturazione, fino a 60.000 euro per l’unità destinata a prima casa o ad affitto a canone concordato, più 20.000 euro per eventuali unità ulteriori, fino a un massimo di tre.
Il punto è che le domande si sono chiuse il 6 ottobre 2025. Quello che succede nel 2026 è lo scorrimento della graduatoria già formata, rifinanziata con oltre 24 milioni di euro: i decreti di concessione sono arrivati oltre la posizione 450. Sono soldi che vanno a chi era già in fila, non a chi presenta domanda adesso.
Funziona a graduatoria, non a sportello, e nel punteggio pesano l’ISEE fino a 25.000 euro, l’età sotto i 36 anni e l’impegno ad affittare a canone concordato per cinque anni. Quando riaprirà, varrà la regola stretta: gli interventi devono iniziare dopo la presentazione della domanda. Chi ha in mente una ristrutturazione importante e vuole provarci al prossimo giro farebbe bene ad avere progetto e preventivo già pronti quando esce il bando, perché le finestre durano poche settimane.
I contributi ERE per l’efficientamento, quello aperto è al 50%
Qui bisogna distinguere due bandi diversi, che vengono spesso confusi.
Quello riservato a chi ha ISEE fino a 25.000 euro, che arrivava fino al 75% della spesa e permetteva anche l’anticipo con fideiussione, ha chiuso il 4 novembre 2025.
Quello ancora aperto copre il 50% della spesa, con massimali per tipologia di intervento che arrivano a 12.000 euro ciascuno per serramenti, isolamento dell’involucro e isolamento della copertura. Ha due caratteristiche che vale la pena sottolineare, perché sono buone notizie: non ha alcun limite di ISEE, quindi non è riservato a nessuna fascia di reddito, e al momento non ha una data di chiusura.
Ma è quello con la logica rovesciata: la domanda si presenta a lavori già ultimati e pagati, e le spese devono essere state sostenute dal 1° gennaio 2025 in poi. Presentarla prima della fine dei lavori porta alla revoca. Serve inoltre l’APE che attesti la prestazione energetica precedente all’intervento: se non lo fai fare prima di iniziare, dopo non lo recuperi più.
Acquisto e recupero della prima casa, aperto tutto l’anno
Questa è la misura più accessibile in questo momento, e stranamente la meno conosciuta: si può presentare domanda in qualsiasi momento dell’anno, il sistema online è sempre operativo.
I requisiti sono più selettivi delle altre misure: oltre a quelli in tabella, non bisogna possedere altre abitazioni da almeno due anni, c’è una spesa minima di 35.000 euro (21.000 per gli interventi di recupero più leggeri) e c’è un limite di superficie catastale, in genere 150 metri quadri.
Il contributo per le giovani madri
Una misura nuova, e molto consistente: fino al 50% del prezzo di acquisto della prima casa, con un massimo di 40.000 euro a fondo perduto, su immobili che non superino i 200.000 euro. Il regolamento attuativo è stato approvato a maggio 2026 e le domande si presentano online.
Riguarda l’acquisto, non la ristrutturazione, e i requisiti sono parecchi. Figli nati o adottati dal 1° gennaio 2026. Età della madre: meno di 30 anni non compiuti alla nascita o all’adozione per il 2026 e il 2027, una soglia che la norma abbassa a 29 anni per il 2028 e il 2029 e a 28 anni dagli anni successivi. Poi Carta Famiglia in corso di validità, ISEE entro 35.000 euro (con alcune eccezioni, per esempio per le madri inserite in percorsi di protezione dalla violenza), residenza in Friuli-Venezia Giulia da almeno dodici mesi continuativi prima della nascita e una condizione lavorativa o formativa attiva. L’immobile va acquistato nei nove mesi precedenti o entro i dodici mesi successivi alla nascita.
La domanda va presentata entro dodici mesi dalla nascita o dall’adozione, ed è un termine perentorio. C’è poi il vincolo di mantenere la residenza in regione per cinque anni, con riduzione del contributo in caso contrario.
Le misure legate al mutuo
Per chi compra la prima casa c’è la garanzia integrativa sui mutui, che copre fino a 42.500 euro sulla quota di finanziamento oltre l’80% del valore dell’immobile e richiede la residenza in regione da almeno ventiquattro mesi. Per le famiglie numerose, con Carta Famiglia, c’è l’abbattimento del mutuo fino a 20.000 euro per ogni figlio nato o adottato dal terzo in poi.
Queste ultime misure riguardano il finanziamento più che il cantiere, quindi sono territorio della banca, del CAF e del patronato più che nostro. Le citiamo perché per chi compra e ristruttura fanno parte dello stesso quadro, ed è bene sapere che esistono.
Chi resta fuori: gli errori più comuni
Oltre al timing della domanda, ci sono altri scogli su cui la gente inciampa.
Il più frequente è superare il tetto ISEE della misura e presentare comunque domanda pensando di rientrarci. Se la soglia è 25.000 euro e tu sei sopra, non lo prendi, punto. Poi c’è chi usa l’ISEE del vecchio nucleo familiare dopo un matrimonio o una separazione: deve essere quello del nuovo nucleo. Per i contributi energetici, presentarsi senza l’APE precedente ai lavori taglia fuori dalla misura, e non è una dimenticanza sanabile.
C’è poi il limite sul numero di unità immobiliari finanziabili, tre per il bando ristrutturazione, e la regola “una sola volta” che molti bandi applicano allo stesso immobile o allo stesso beneficiario.
Un’ultima trappola, quella dei vincoli nel tempo: molte misure legate alla prima casa impongono di mantenere la residenza per un certo numero di anni. Vendere l’immobile o spostare la residenza prima della scadenza può far scattare la revoca totale o parziale, con l’obbligo di restituire quanto ricevuto.
Il cumulo con i bonus nazionali: qui i conti si fanno seri
Arriviamo alla parte che rende il Friuli davvero interessante. I contributi regionali si cumulano con le detrazioni fiscali nazionali per lo stesso intervento, a due condizioni: che il bando lo preveda espressamente, e che la somma delle agevolazioni non superi il 100% della spesa. I bandi FVG sulla casa, sia quello sulla ristrutturazione sia quelli ERE, la cumulabilità la prevedono esplicitamente.
Come funziona in pratica: la detrazione nazionale non si calcola sull’intera spesa, ma solo sulla parte rimasta a tuo carico dopo il contributo regionale. Un esempio vale più di mille spiegazioni.
Tre quarti della spesa tornano indietro, tra fondo perduto immediato e detrazione spalmata su dieci anni. È un risultato che sul lato veneto, senza il pezzo regionale, semplicemente non è raggiungibile.
Due avvertenze oneste. La prima è che questo esempio usa il contributo al 50% del bando ristrutturazione, che oggi è chiuso: il meccanismo di calcolo resta identico per qualunque contributo cumulabile, ma gli importi cambiano da misura a misura, e il bando ERE aperto ha massimali per tipologia più bassi. La seconda è che non tutte le misure sono cumulabili tra loro: il contributo giovani madri, per esempio, non si somma ad altri benefici regionali sullo stesso acquisto. Ogni combinazione va verificata sul bando specifico.
Per il quadro completo delle detrazioni statali, tetti e aliquote, abbiamo una guida dedicata ai bonus ristrutturazione 2026.
Gli obblighi da non dimenticare
Che tu punti al contributo regionale, alla detrazione nazionale o a entrambi, alcune regole di pagamento non ammettono errori. La detrazione nazionale richiede il bonifico parlante, con la causale corretta, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa, e la ritenuta dell’11% trattenuta dalla banca. È il passaggio dove si perdono più detrazioni per distrazione, e gli abbiamo dedicato una guida a parte su come compilare il bonifico parlante senza sbagliare.
Anche i contributi regionali, in fase di rendicontazione, vogliono pagamenti tracciabili e fatture intestate correttamente a chi ha presentato la domanda. Per gli interventi energetici resta l’obbligo della comunicazione all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori: va fatta, anche se secondo l’ENEA stessa una trasmissione mancata o tardiva non fa perdere di per sé il diritto alla detrazione.
Come si presenta la domanda
La maggior parte delle domande regionali passa dalla piattaforma Istanze OnLine della Regione, con accesso tramite SPID o CIE. Servono di solito l’attestazione ISEE, l’APE precedente ai lavori per gli interventi energetici, i preventivi o il computo metrico delle opere, il titolo edilizio come la CILA o la SCIA, e la visura catastale. L’erogazione avviene quasi sempre a saldo, dopo la fine dei lavori e la rendicontazione delle spese, salvo i casi in cui è previsto l’anticipo con fideiussione.
Va detto con chiarezza: la domanda di contributo la presenta il cittadino, di solito con l’aiuto di un CAF, di un patronato o del tecnico che segue la pratica. Non è qualcosa che facciamo noi al posto tuo. Quello che possiamo fare, e che facciamo, è un’altra cosa.
Dove ci incastriamo noi
Il nostro mestiere non sono le pratiche di contributo, sono i cantieri. Ma c’è un punto preciso in cui le due cose si toccano, ed è proprio quello del momento in cui si fanno le cose.
Se il bando vuole la domanda prima dei lavori, il cantiere va pianificato con l’ordine giusto: prima il progetto e il preventivo dettagliato che serve alla domanda, poi l’attesa dell’esito, e solo dopo la prima martellata. Un’impresa che parte a demolire prima che la pratica sia chiusa può farti perdere il contributo senza nemmeno rendersene conto. Se invece il bando è di quelli a lavori finiti, il problema si sposta sui documenti: l’APE fatto prima di iniziare, le fatture intestate bene, i pagamenti tracciati.
Ecco perché, quando un cliente ci dice che vuole accedere a un bando regionale, la prima cosa che facciamo è ragionare sui tempi insieme al suo tecnico: il cantiere si incastra intorno alla domanda, non il contrario.
È lo stesso principio del nostro modo di lavorare in generale: un solo referente che tiene insieme i pezzi, così il preventivo giusto per la domanda, i tempi delle pratiche e il calendario dei lavori parlano tra loro invece di scontrarsi. Se vuoi capire come funziona un cantiere seguito così, lo raccontiamo nella guida alla ristrutturazione chiavi in mano. E se stai valutando una casa da sistemare in zona, trovi costi, permessi e tempi reali nella guida a ristrutturare casa a Portogruaro.
Una raccomandazione, prima di tutto il resto
I bandi regionali cambiano di continuo. Importi, soglie ISEE, finestre temporali: si modificano nel corso dell’anno, con rifinanziamenti, proroghe o fondi che si esauriscono prima del previsto. Questa guida è aggiornata ad agosto 2026 e serve a darti il quadro, non a sostituire la verifica ufficiale, e come hai visto la differenza tra un bando aperto e uno chiuso cambia tutto.
Prima di presentare qualsiasi domanda, controlla la pagina aggiornata del bando specifico sul sito della Regione FVG o del Comune, e appoggiati a un CAF o a un patronato per la compilazione. Questa è una guida per orientarti, non una consulenza fiscale.
Domande frequenti
Posso ancora fare domanda per il contributo del 50% sulla ristrutturazione?
No, non in questo momento. Le domande si sono chiuse il 6 ottobre 2025 e nel 2026 la Regione sta scorrendo la graduatoria già formata. La misura è stata rifinanziata, quindi è ragionevole aspettarsi una riapertura, ma la data non è nota: conviene tenere d’occhio la pagina ufficiale e farsi trovare pronti con progetto e preventivo.
Se ho un reddito basso posso ancora prendere il 75% sull’efficientamento?
No. Il bando riservato a chi ha ISEE fino a 25.000 euro, che arrivava al 75%, ha chiuso il 4 novembre 2025. Resta aperto quello al 50%, che però non ha limiti di ISEE: è accessibile a chiunque, indipendentemente dal reddito.
Vale anche se compro casa da un privato e non da un’impresa?
Sì, le misure legate all’acquisto non richiedono che il venditore sia un’impresa. C’è però un’eccezione che riguarda un caso molto comune: per il contributo alle giovani madri l’acquisto non è ammesso se il venditore è il coniuge, oppure un parente o affine entro il secondo grado. Comprare casa dai genitori o dai nonni, in quel caso, taglia fuori dal contributo.
Vale per la seconda casa?
No. Le misure di acquisto e ristrutturazione con requisiti agevolati sono riservate alla prima casa o all’abitazione principale. Fa parziale eccezione il bando ristrutturazione, che finanzia fino a tre unità, ma con l’importo pieno solo per quella destinata a prima casa o a canone concordato.
Quanto tempo passa prima di vedere i soldi?
Dipende dalla misura: da un paio di mesi per alcuni fondi, fino a diversi mesi per i bandi a graduatoria, dove l’erogazione arriva solo dopo lo scorrimento e la rendicontazione dei lavori conclusi.
Il contributo regionale va dichiarato nei redditi?
Nella maggior parte dei casi i contributi a fondo perduto per spese sostenute non costituiscono reddito imponibile, ma il trattamento può variare secondo la misura. È una verifica da fare con il commercialista.
Conviene aspettare l’esito del bando o partire subito coi lavori?
Dipende da quale bando hai in mente, ed è esattamente il motivo per cui va verificato prima di muoversi. Per il contributo ristrutturazione bisogna aspettare l’esito: gli interventi devono iniziare dopo la presentazione della domanda. Per il bando ERE aperto oggi la logica è opposta, e la domanda si presenta a lavori già ultimati e pagati, purché le spese siano dal 1° gennaio 2025 in poi.
In due parole
La Regione Friuli-Venezia Giulia mette sul piatto contributi che il Veneto non ha. Oggi, ad agosto 2026, chi compra la prima casa trova più porte aperte: l’edilizia agevolata tutto l’anno, il contributo giovani madri, la garanzia sul mutuo. Chi ristruttura ha a disposizione il bando sull’efficientamento al 50%, senza limiti di reddito ma a lavori già finiti, mentre il contributo grosso fino a 60.000 euro è chiuso e si attende la riapertura.
Cumulati con le detrazioni nazionali, questi contributi possono far recuperare intorno al 75% di una ristrutturazione. Per chi vive vicino al confine e valuta di comprare casa da sistemare, guardare anche il lato friulano è una mossa che può valere decine di migliaia di euro.
La cosa da non sbagliare resta una sola, ma è decisiva: verificare se il tuo bando vuole la domanda prima o dopo i lavori. Muoversi nell’ordine giusto è tutto.
Noi non compiliamo le domande di contributo, quello è compito del CAF, del patronato o del tuo tecnico. Ma se stai pensando di comprare e ristrutturare una casa nella zona del confine, e vuoi accedere a un bando regionale, il modo in cui si pianifica il cantiere fa la differenza tra prendere il contributo e perderlo. Su quello sì, possiamo aiutarti a non sbagliare i tempi.
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